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Trento, 28 settembre 2010
SÌ al Piano della mobilitÀ
Trento non puÒ vivere senza aria pulita

di Lucia Coppola, consigliere comunale dei Verdi e Democratici per Trento,
e Aldo Pompermaier, presidente dei Verdi del Trentino

da l’Adige di martedì 28 settembre 2010

Nel programma dei Verdi e Democratici per Trento per la legislatura in corso, il tema della mobilità sostenibile è stato ed è centrale.

Per un’idea di città in cui la tutela dell’ambiente è la condizione per garantire il benessere dei cittadini: abbassando le emissioni pericolose, agevolando l’uso dei mezzi pubblici ed in particolare dei mezzi pubblici ecologici, implementando e favorendo l’uso delle piste ciclabili, incentivando i percorsi pedonali, mettendo a disposizione una rete di trasporti pubblici che facciano dell’intermodalità (più mezzi di trasporto che concorrono in sinergia allo spostamento senza l’uso del mezzo privato), il loro punto di forza: rapidi, capillari, frequenti, competitivi nei costi e nell’utilizzo.

Sosteniamo quindi con forza questo Piano della Mobilità per la città di Trento, di cui si sta attualmente discutendo in Consiglio Comunale.

Un Piano della Mobilità di ampio respiro, strategico, così lo si è definito, che necessariamente deve farsi carico non solo delle grandi opere ma anche degli interventi necessari nel breve e medio periodo per dare voce al lavoro partecipato, dettagliato, pragmatico delle Circoscrizioni: la voce dal basso dei cittadini che ne hanno accolto lo spirito e l’alto valore riempiendolo di contenuti e utili suggerimenti. È su questo livello che il Comune di Trento gioca la sua partita più importante: alcuni interventi mirati e di immediata eseguibilità, altri di più lungo periodo.

I criteri che ispirano il Piano sono quelli di privilegiare la mobilità pedonale e ciclabile e di incentivare l’uso del mezzo pubblico mettendo però i cittadini nelle condizioni di poter viaggiare sicuri e in tempi ragionevoli sulle basi delle necessità lavorative e familiari. Preservare l’ambiente e il proprio benessere deve diventare la motivazione forte, politica, del governo della città, ma anche individuale, dei singoli cittadini.

L’uso indiscriminato, anche quando si potrebbe farne a meno, delle automobili e le relative emissioni inquinanti, infatti, sono una delle cause principali dei cambiamenti climatici anche su scala mondiale. Per non parlare delle famigerate polveri sottili, che mettono a serio rischio la salute individuale.

Per i Verdi è perciò un imperativo etico impegnarsi affinché la qualità dell’aria della nostra città migliori ulteriormente. L’auspicio dunque per questo Piano della Mobilità è che rappresenti davvero una risposta concreta alla domanda di benessere dei cittadini. I parcheggi di attestamento, i collegamenti rapidi con un sistema intermodale di trasporto nella città e verso i comuni limitrofi privilegiando il sistema su rotaia a quello su gomma; un collegamento forte, veloce, silenzioso dell’asse Nord - Sud, che inizialmente è stato individuato nel VAL, la metropolitana leggera, e sul quale a breve sarà necessario decidere, diventano perciò indispensabili. Insieme ad una mobilità pubblica radiale e circolare con centri di interscambio che evitino il centro storico, la zona delle stazioni, per intenderci, come unico punto di scambio e ripartenza. La circolarità, ormai necessaria per la collina est e ovest trova una prima interessante risposta nella linea 16 che collegherà l’Argentario con il Polo Sociale di Povo, Mesiano, S. Donà, Cognola, Martignano, Centochiavi e via Guardini, la zona a nord di Trento dove sono presenti molti uffici provinciali.

A questo proposito, è importante lavorare di concerto con il Piano della Mobilità provinciale. È necessario da un lato arginare il processo di centralizzazione di funzioni e risorse provinciali nella città di Trento.

Dall’altro, sono auspicabili strategie di riduzione del traffico e di riconversione dei trasporti. Auspichiamo che i sistemi di collegamento tra i parcheggi di attestamento e la città siano gratuiti e potrebbe essere interessante valutare la possibilità di emettere biglietti urbani per tratti brevi con durata 30 minuti a prezzo ribassato o di prevedere autobus gratuiti ogni qual volta vengono sforati i limiti previsti per le polveri sottili.

L’allargamento della zona a traffico limitato dovrà essere attuata in concomitanza con i nuovi parcheggi di attestamento e i relativi collegamenti, per non creare disagi ai cittadini. Questi parcheggi dovranno essere necessariamente ampi, funzionali, sicuri, dotati di adeguate strutture, punti ristoro, biglietteria, servizi igienici. La nostra riflessione parte da un presupposto: solamente disincentivando concretamente il trasporto privato e rendendo estremamente competitivo quello pubblico si può incidere sulle abitudini individuali.

Resta quanto mai attuale la realizzazione di un sistema elettrico di ascensori da piazza Venezia a via della Collina, presso la Rsa Angeli Custodi, ex Ospedalino, raccordato ad un percorso pedonale sbarrierato, che serva gli ospiti, i parenti ed anche i residenti.

E il tema delle isole ambientali, nelle quali sia dato effettivo spazio alla viabilità pedonale, vincolando il traffico a velocità limitata (a quando i 30 km orari previsti ormai in molte città italiane tra cui la vicina Rovereto?). E semafori a chiamata per i pedoni allorché i semafori risultano spenti, nelle ore notturne, e la visibilità ridotta, mentre spesso aumenta la velocità dei veicoli. Le corsie preferenziali per gli autobus, quanto mai utili alla velocizzazione del trasporto pubblico, dovranno essere implementate dove possibile. Le Circoscrizioni ci hanno chiamato a riflettere circa le funzioni e l’utilizzo futuro della Funivia di Sardagna, che necessita di un servizio integrato, hanno espresso dubbi sulla stazione internazionale dello Scalo Filzi, onerosa per i costi, impattante perché sovradimensionata. Hanno puntato il dito sulla necessita dell’aumento delle frequenze delle corse nel collegamento con alcuni quartieri periferici, tra questi Cadine e Vigolo Baselga. Hanno riportato all’attenzione l’annosa vicenda della SP 76, tristemente nota per la sua pericolosità data l’altissima percorrenza di mezzi pesanti, l’inquinamento atmosferico e acustico che gli abitanti, in particolare di Meano, sopportano da troppo tempo, la carenza di mezzi pubblici nella zona con Gardolo di Mezzo, Cortesano e Gazzadina.

Vogliamo concludere dichiarando il pieno assenso dei Verdi e Democratici per Trento a questo Piano Urbano della Mobilità che va nella direzione di promuovere il risparmio energetico, per la concretezza e la sostenibilità delle proposte e per la prevista riduzione delle necessità di consumo di energia. E ne auspichiamo l’approvazione e la piena attuazione in tempi brevi.

Lucia Coppola, Aldo Pompermaier

 

       Aldo Pompermaier, presidente dei Verdi del Trentino

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